Gruppi e categorie delle armi tradizionali

Nella pratica del Kung Fu, molta attenzione vieni data all’apprendimento delle tecniche con le armi tradizionali, le quali possono essere suddivise in quattro gruppi base, essi a loro volta vengono suddivisi in diverse categorie ...

spesso opposte e complementari allo stesso tempo, in questo modo abbiamo:

1° Gruppo:

Armi Lunghe

Armi Corte

 

 

2° Gruppo:

Armi Civili o Contadine

Armi Militari

Armi Nobili

 

3° Gruppo:

Armi Flessibili

Armi Rigide

 

 

4° Gruppo:

Armi di Percussione

Armi da Taglio

Armi da Lancio

 

Spesso la stessa arma può, però, appartenere a più di una categoria di quelle elencate o a più di un gruppo, poiché ha delle qualità che s’identificano, sia praticamente che teoricamente con categorie e gruppi del tutto diverse. Ora tenterò di spiegare queste divisioni.

1° Gruppo

Le Armi Lunghe sono quelle armi derivanti dal Bastone Lungo, per cui è proprio il Bastone Lungo ad essere l’arma elementare nello studio delle armi lunghe, le loro tecniche sono spesso tecniche offensive, hanno la prerogativa di eseguire le tecniche in un raggio di azione molto distante dalle mani che la impugnano, esse hanno un vantaggio maggiore se usate in ampi spazi anche con più di un avversario, esse sono molto avvantaggiate anche nel confronto contro un arma corta (ad esempio il bastone snodato a due sezioni), ma le armi lunghe hanno lo svantaggio dalla parte loro se usate in spazi ristretti e con più di un avversario allo stesso tempo. In questo modo le Armi Lunghe sono: il bastone lungo, la lancia, l’alabarda, la catena, il bastone snodato a tre sezioni e il bastone sentinella, ma fra queste armi, come vedremmo più avanti ci sono anche armi appartenenti ad altre categorie.

Le Armi Corte, hanno un raggio di azione molto più ristretto, le loro tecniche sono spesso tecniche difensive anziché offensive, hanno il vantaggio di essere meno ingombranti delle Armi Lunghe e quindi sono di facile trasporto. Fra le Armi Corte è la sciabola o Dao ad essere “l’arma madre” di “tutte” le armi corte, infatti le tecniche di sciabola sono molto semplici e pratiche essa insegna l’uso corretto di un'unica impugnatura, la quale è spesso usata nel maneggio di un arma corta. Le armi corte possono essere: la sciabola, il bastone snodato a due sezioni, i bastoni rotanti, la spada uncinata, i doppi bastoni, il coltello o pugnale, il ventaglio, le mezze lune, i coltelli farfalla, la spada dritta a doppio taglio, il tridente (conosciuto in Giappone con il nome diSai), il bastone a gomito (più conosciuto con il nome: Tonfa).

Queste due categorie appartenenti al primo gruppo di armi tradizionali non danno però la conoscenza piena del valore d’ogni singola arma, perciò bisogna dividerle ancora in altri tre gruppi e otto categorie in modo da riuscire a capire tutte le loro potenzialità.

Nel 2° Gruppo, la divisione delle categorie è stata fatta prendendo in considerazione l’aspetto culturale anziché quello pratico dell’arma per cui abbiamo:

Le Armi Civili o contadine, Militari e Nobili.

Per un arma appartenente alla categoria delle “Armi Civili o Contadine” s’intende tutte quelle armi nate esclusivamente dalla praticità nel maneggio di un particolare attrezzo comune alla massa contadina e civile come ad esempio il bastone (di qualsiasi lunghezza ed spessore), il tridente, il bastone a gomito, il bastone snodato a due sezioni, il coltello o pugnale, gli aghi di diverse misure, i bastoncini per mangiare, la catena e lo sgabello. Esse infatti in un primo momento non avevano una valenza del tutto “marziale” poiché erano di uso comune e la gente non trovava in esse nessuna qualità “pericolosa” applicabile in ambito combattivo. E’ comune, nell’immaginario occidentale, che le Armi Contadine siano nate in tempi nei quali si sono vietate l’uso di armi vere e proprie come la spada o la lancia o ancora che essi siano il risultato di approfonditi studi da parte di guerrieri specializzati.

Le Armi Militari invece, sono quelle nate con lo scopo di essere di vantaggio e sicurezza per la classe militare, quindi consentono uno studio approfondito delle tecniche di attacco e di difesa. Esse erano prerogativa soltanto della classe militare, ma anche al suo interno venivano divise, ad esempio un generale o un comandante di una armata, benché conoscessi l’uso di svariate armi, in battaglia combatteva usando la spada dritta a doppio taglio, mentre un fante poteva usare una sciabola o una lancia. Le armi militari sono: la Sciabola, La spada dritta a doppio taglio, la lancia, l’alabarda, il bastone sentinella, il coltello o pugnale, le stelle Sifan, l’arco e la freccia, la balestra e la catena.

Le Armi Nobili vengono chiamate così per la trasposizione della tecnica in un pensiero ancora più sublimato, l’uso delle armi nobili porta nel tempo a trasformare, anche se in particolari molto ridotti, la forma, la dimensione e la tecnica dell’arma. Esse venivano portate anche in tempi di pace soprattutto dai letterati, filosofi e monaci. La spada dritta a doppio taglio, considerata la regina fra tutte le armi era quella che più rappresenta questa categoria, infatti essa ha delle caratteristiche leggermente differenti da una spada dritta a doppio taglio appartenente alla classe militare, ad esempio: la sua punta tagliente è molto più arrotondata (perdendo quindi molto della sua valenza pratica nelle tecniche di affondo o infilzata) la lama diviene molto più leggera e la sua impugnatura s‘inverte (cioè il “guardamano non viene più puntato verso la punta della lama, ma verso la mano) Tutte queste caratteristiche modificano la praticità e la tecnica dell’arma, poiché le sue qualità cambiano, anche la sua praticità nell’uso in battaglia diventano del tutto diverse, esse infatti non possono reggere per molto tempo un combattimento a pieni colpi con una spada appartenente alla categoria militare, ma acquistano una valenza, per così dire, filosofica e di nobiltà.

Fra le armi Nobili abbiamo: la lancia, il ventaglio e in alcuni casi anche la sciabola.

Nel 3° Gruppo le armi si possono dividere in basse alla loro qualità di essere più o meno flessibili o rigide, questa distinzione non viene fatta soltanto alle armi da taglio come la spada dritta, ma anche a quelle di percussione come il bastone lungo.

Le armi flessibili hanno la qualità di produrre un movimento “sferzante” cioè come se fosse un colpo di frusta, quindi guadagnano in velocità e prendono la potenza dal movimento stesso anziché dalla forza fisica del soggetto, mentre le armi rigide perdono di velocità e la loro potenza si sviluppa soprattutto in base alla forza del gesto. Un bastone lungo, ad esempio, può essere rigido o flessibile in base al materiale di cui è fatto, se fatto in acciaio i suoi colpi saranno molto potenti e potrà tenere testa ad un confronto contro un arma tagliente, ma anche se fatto di legno può essere di una certa rigidità, l’unico problema è che se il bastone è troppo rigido e va in contro ad un altro bastone rigido uno dei due, in base alla forza fisica ed alla potenza guadagnata sia nel gesto che dai muscoli, potrebbe rompersi o piegarsi con facilità.

Anche le armi da  taglio possono essere flessibili o rigide come la sciabola o la spada dritta (ovviamente quando si dice che la spada o sciabola ha una lama flessibile non la s’intende come le spade odierne fatte in leghe del tutto sottili, come nel Wu shu moderno). Un arma rigida ha bisogno di molta forza per maneggiarla con sicurezza e velocità, ma i suoi colpi sono devastanti se incontrano un corpo troppo sottile. Le armi flessibili danno più facilità al movimento, permettono maggiore equilibrio e, se sono armi da taglio in particolare la spada, possono produrre un effetto di confusione allo sguardo del avversario, in questo modo nascondono bene le tecniche che si stanno eseguendo e l’intenzione che si ha.

In queste categorie incontriamo le armi quali: il Bastone, la lancia e l’alabarda(che può essere rigidi o flessibili), la spada dritta, la spada uncinata e la sciabola (anche esse possono avere una delle due qualità), mentre le armi nettamente flessibili sono: il Ventaglio, la catena, il bastone snodato a due e tre sezioni. Le armi nettamente rigide sono spesso quelle appartenenti alla categoria delle armi corte come il coltello, il bastone a gomito, il tridente e i doppi bastoni.

Nel 4° gruppo la divisione è stata fatta in basse alla qualità marziale dell’arma esse possono essere: Armi da Taglio, da percussione o da lancio.

Le armi da taglio hanno la qualità di incidere, fendere e tagliare un corpo, esse sono: la spada dritta, la spada uncinata, la sciabola, il coltello, l’alabarda, la lancia, il ventaglio, le stelle Sifan, le mezze lune, la catena, i coltelli farfalla e il tridente.

Le armi da percussione, sono specie derivanti dal uso del bastone lungo, spesso sono fatte in legno, esse hanno la qualità di percuotere o battere sul corpo bersaglio usando spesso una sola estremità, da qui l’uso del bastone lungo può essere diviso in due tecniche fondamentali: il bastone ad una testaed il bastone a due teste, esse indicano le estremità usate per percuotere, il primo indica l’uso di un'unica estremità, mentre il secondo ne adopera a vicenda tutte e due. Le armi da percussione sono: il Bastone lungo e tutti i suoi derivanti quali il bastone medio e i doppi bastoni, i bastoni snodati a due e tre sezioni, il bastone a gomito, la lancia (se usata con la sua estremità senza la punta tagliente). E’ importante, però, capire che alcune armi come la spada dritta e la sciabola possono essere usate per percuotere se le tecniche portate a fondo vengono eseguite con il bordo non tagliente (nella sciabola) o col ventre piatto (della spada) è ovvio però che queste due armi preferiscono l’uso del bordo tagliente.

Le armi da lancio sono spesso armi di facile trasporto, possono essere facilmente nascoste, ma il potenziale di colpire con efficacia il bersaglio diminuisce in proporzione uguale e contraria alla distanza tra il fulcro del movimento e il punto di arrivo, perciò esse possono essere usate con sicurezza se la distanza fra questi due punti è al massimo di 4 metri, per cui sarà molto più difficile per l’avversario riuscire a capire sia la traiettoria sia il bersaglio che colpirà tale arma. Più l’avversario è lontano e più facile diventa mancare il bersaglio, così come più facilmente sarà per l’avversario individuare l’arma e quindi mettere in atto una azione difensiva. E’ ovvio però che le armi da lancio che usano un meccanismo di lancio particolare come l’arco o la balestra possono raggiungere bersagli molto più distanti dal suo “fulcro di partenza” e possono anche raggiungere una forza d’impatto di parecchi chilogrammi.

Le armi da lancio più comune sono: le stelle Sifan (o stelle Ninja), aghi di diverse misure (anche usando una piccola cerbottana), piccoli bastoncini come quelli per mangiare, le mezze lune, la catena, l’arco e la Balestra.

Una particolare attenzione, però, va data al coltello o pugnale visto che non tutti i coltelli sono specialmente fatti per essere lanciati. Lanciare un coltello significa perdere un arma, la quale in caso manchi il bersaglio potrà anche essere usata contro di noi se il nostro avversario riesce a prenderne possesso, quindi è consigliabile usare una tecnica di lancio del coltello soltanto come ultima tecnica rimasta e ad una distanza non più superiore ai quattro metri.

Con queste distinzioni ho cercato di dividere le diverse armi tradizionali ma non soltanto per sapere teoricamente le loro qualità ma, per cercare di capire il potenziale di ogni singola arma, per cui è importante sapere a fondo le caratteristiche sia fisiche che di tecnica di ogni categoria, in modo da guadagnare una più vasta gamma di movimenti e sicurezza. Le qualità delle armi possono continuare ad essere elencate all’infinito ma ho tentato di ridurre al minimo indispensabile questa distinzione poiché considero alcune caratteristiche prive del valore militare e combattivo dell’arma, ad esempio dividere le armi d’accordo al loro luogo di creazione (Armi del Nord o del Sud) e anche per la valenza pratica come armi doppie ed armi singole.

Il segreto nella pratica delle armi tradizionali però, non si trova nell’arma usata, ma nelle mani che impugnano tale arma, è inutile tentare di maneggiare perfettamente tutte le armi tradizionali, invece di fare un accumulo di tecniche sarebbe meglio allenarsi a quelle tecniche fondamentali e concrete di un'unica e singola arma, e poi tentare di conoscere le altre armi per saperne i concetti di base e il modo più sicuro di rispondere ad un attacco di esse. Quindi tanta di quella fatica e tanto studio possono dare la maestria nell’uso delle armi tradizionale, il resto è solo teoria e cultura per uomini di storia e basta.